VIDA E LA MISSIONE DI RE INVERNO, Bjarne Reuter e Anna Forlati, IPERBOREA
Quando una violenta e inattesa bufera di neve avvolge il paesino del nonno, la giovane Vida e suo fratello Karl si ritrovano, travolti dal gelo e dal silenzio ovattato, impossibilitati a tornare a casa. Quel rifugio — la casa del nonno, sperduta nella natura, con il gatto Mosè, il pappagallo Paolo e il cavallo Salomone von Olsen — diventa allora un porto sicuro, e forse anche l’inizio di qualcosa di magico.
Il nonno, custode di racconti senza età, apre ogni sera un varco verso mondi lontani: storie di mari, di tempeste e di porti, come il suo viaggio eroico da Capo Buongiorno a Capo Buonanotte. Ma la magia non si rifugia soltanto tra le parole: una notte, tra gli alberi innevati del bosco vicino alla casa, Vida fa una scoperta straordinaria: un folletto. O almeno, non ancora un vero folletto — perché per guadagnarsi quel titolo dovrà superare una prova, stabilita da Re Inverno in persona.
La prova è tanto poetica quanto singolare: entro la notte di Natale, il folletto dovrà trovare — e Vida dovrà aiutarlo a trovare — quattro oggetti: uno stivale di chiardiluna, un gilet di ragnatela, un dente caduto che porti con sé un brivido, e una goccia di crepuscolo. Così ha inizio una missione segreta, stretta tra il silenzio della neve e l’ansia del tempo che scorre verso il 25 dicembre.
Ogni tappa dell’impresa è un invito a guardare il mondo con occhi nuovi: ali di fantasia, letture tra le ombre degli alberi, attese che profumano di speranza. Vida si trova a intrecciare desideri con coraggio, sogni con concretezza — e in quel bosco incantato, tra sorprese e scoperte, impara che l’amicizia, la fiducia e l’altruismo sono le vere chiavi per aprire portali di bellezza.
Il racconto diventa allora — oltre che un’avventura resa con delicatezza e poesia — un piccolo manuale di vita: insegna che la meraviglia può nascere in un istante di silenzio, che la speranza è un dono da custodire, e che aiutare qualcuno spesso significa credere nel suo sogno più di quanto lui stesso creda. Insegna anche che la magia non è solo nelle creature fatate, ma in quei gesti gentili che costruiamo ogni giorno, nelle mani tese, nella lotta del tempo, nella fiducia che mettiamo negli altri.
E quel conto alla rovescia verso Natale — con la neve, le stelle, il bosco — diventa un percorso di crescita, per Vida e per chi legge, un invito a mantenere viva la curiosità, la fiducia nella trasformazione e la capacità di vedere l’invisibile.
Età: 8+
VOTO: 10
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