QUEI MISTERIOSI GIOCATTOLI, Chiara Patarino, ÀNCORAWOW
Due ragazzini si trovano coinvolti in una vicenda che all’inizio sembra solo magica e divertente: arrivano, in segreto, dei peluche speciali destinati a bambini. Questi pupazzi non sono giocattoli comuni: promettono di aiutare i bambini nei compiti e di raccontare storie “su misura”, come se comprendessero davvero i desideri e i bisogni dei piccoli.
Col passare delle pagine, però, la storia prende una piega più inquietante: quei peluche sembrano vivere di vita propria, raccolgono dati, osservano le attività dei bambini. I bambini che li usano iniziano a cambiare: manifestano strani tic, comportamenti bizzarri, come se non fossero più completamente loro stessi.
I giocattoli sono gestiti da un’applicazione di intelligenza artificiale, un dettaglio che trasforma il racconto da “fiaba moderna” in una spy‑story piena di tensione: chi ha deciso di distribuire quei peluche? E con quale obiettivo? I due protagonisti — mossi dalla curiosità e da un senso di giustizia — decidono di investigare, di scavare sotto la superficie, per capire cosa si cela dietro quel dono apparentemente innocente.
Così il libro diventa molto più di un’avventura per giovani lettori: è una porta aperta su temi attuali e profondi. Il racconto mostra come l’intelligenza artificiale — sempre più presente nelle nostre vite — possa arrivare anche nell’universo del gioco, con effetti che vanno ben oltre il divertimento. Invita a riflettere su quanto facilmente un “aiuto tecnologico” possa trasformarsi in «controllo» o «dipendenza».
Inoltre la storia fa comprendere che anche oggetti apparentemente innocui possono raccogliere informazioni, osservare, influenzare. Questo può diventare un buon punto di partenza per parlare con i bambini — insieme a insegnanti o genitori — del valore della privacy, di quanto sia importante sapere cosa c’è “dietro” un oggetto o un’app.
Età: 9+
VOTO: 10
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