IL VIAGGIO PERICOLOSO, Tove Jansson, IPERBOREA
Sola, immersa nella lentezza di un caldo pomeriggio estivo, Susanna sperimenta quella particolare forma di noia che, come spesso accade nell’infanzia, non è vuoto sterile, ma spazio fertile per l’immaginazione. Ed è proprio da questa “noia piena” che prende avvio il suo straordinario viaggio.
Quando trova un paio di occhiali e decide di indossarli, la realtà si trasforma all’improvviso: il mondo conosciuto si dissolve e lascia posto a scenari imprevedibili, a tratti inquietanti, a tratti meravigliosi.
La bambina viene catapultata in una successione di ambienti estremi e simbolici — una foresta di mangrovie, un vulcano in eruzione, una tempesta di ghiaccio — che sembrano rappresentare non solo pericoli esterni, ma anche emozioni profonde e contrastanti.
In questo percorso, inizialmente segnato dalla paura e dallo smarrimento, Susanna non è sola a lungo: lungo la strada incontra nuovi compagni di viaggio, e proprio grazie a queste relazioni la sua esperienza cambia significato. La fuga si trasforma gradualmente in scoperta, la minaccia in possibilità, e il timore lascia spazio al desiderio di conoscere, condividere e andare avanti.
Quest’opera di Tove Jansson, scritta in rima, mette in luce come l’infanzia non sia un’età semplice o lineare, ma un periodo ricco di emozioni intense, spesso contrastanti, in cui convivono inquietudine e meraviglia. Susanna attraversa infatti situazioni quasi oniriche e talvolta angoscianti, ma è proprio questo attraversamento che le permette di crescere.
Il punto di approdo del viaggio — la Valle dei Mumin — assume allora un valore altamente simbolico. Non è soltanto un luogo fisico, ma uno spazio di accoglienza e di appartenenza, una comunità aperta, curiosa e solidale, pronta a ricevere chi arriva senza giudizio.
Dopo aver sperimentato il pericolo e l’incertezza, Susanna scopre così il significato più autentico della sicurezza: non l’assenza di difficoltà, ma la presenza degli altri.
Pubblicato originariamente nel 1977 e arrivato solo recentemente in Italia, questo albo rappresenta l’ultima opera illustrata di Tove Jansson dedicata alla magica Valle dei Mumin.
Si tratta di un vero e proprio gioiello artistico e letterario, capace di unire immagini suggestive e parole delicate in un equilibrio raffinato, in cui la tensione tra paura e consolazione accompagna il lettore fino all’ultima pagina.
Età: 4+
VOTO: 10
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