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DISNOMIA, Elisabetta Venuti (14+)

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DISNOMIA, Elisabetta Venuti e Bluejackart, EDIZIONI PIUMA

In un angolo oscuro e sospeso del mondo conosciuto — una città in cui leggere è considerato un reato, e sopravvivere è già di per sé una condanna — vive Anaìs. È una donna-gatto della razza Settevite, fragile e risoluta, emarginata da una società che non perdona le differenze. Questo luogo — la città di Disnomia — è costruito su un paradosso crudele: si lavora solo se si è nutriti, ma si mangia solo se prima si lavora. Un meccanismo spietato che imprigiona ogni essere nel ciclo della fatica e della fame. I cittadini sono creature ibride, piegate ai decreti del Saibansho — un tribunale inflessibile, governato da una razza aliena, diversa in tutto: pelle rosa e morbida, senza artigli o squame, un popolo che regola ogni aspetto della vita.

Anaìs vive ai margini, sopportando l’ombra dell’indifferenza, finché un giorno la sua esistenza muta: le viene affidato un pacco destinato alla misteriosa Cittadella. Dentro, un libro — un oggetto pericoloso, proibito, perché in Disnomia la scrittura è stata quasi completamente cancellata. Scoprirlo significa risvegliare qualcosa di primordiale: la memoria, la curiosità, la possibilità di immaginare.

Attraverso il cammino di Anaìs, il romanzo ci mostra come la differenza — ciò che in molti casi viene emarginato o temuto — possa invece rivelarsi la fonte più preziosa di libertà. Le creature ibride di Disnomia, con le loro caratteristiche uniche, divengono il simbolo della ricchezza che nasce dalle diversità. L’autrice ci ricorda che l’identità non è qualcosa da nascondere per essere accettati, ma una forza da cui attingere per costruire un mondo più giusto.

La relazione con coloro che incrociano il percorso di Anaìs sottolinea anche un principio educativo fondamentale: nessuno riesce da solo a resistere all’ingiustizia. Il coraggio nasce spesso dall’incontro con chi ci riconosce, ci sostiene e ci accompagna nei momenti più bui. “Disnomia”, con grande delicatezza, insegna che la solidarietà non è un ornamento morale, ma una necessità profonda.

Seguendo Anaìs nella sua trasformazione, comprendiamo che la crescita non avviene quando tutto è semplice, ma quando ci si trova costretti a guardare in faccia ciò che fa paura. È in quel momento che si costruisce la consapevolezza: una consapevolezza che non vuole ribellioni cieche, ma scelte mature, pensate, illuminate dalla conoscenza.

Età: 14+

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