ROBOT ISLAND, Cary Fagan, EINAUDI RAGAZZI
Willis ha dodici anni e, come ogni ragazzo della sua età, dovrebbe preoccuparsi di cose “normali”: compiti, amici… E invece no. Lui ha decisamente alzato il livello: il suo segreto è un’isola proibita in mezzo al lago, una città ormai svuotata dal tempo e, come se non bastasse, una collezione di robot rimasti fermi per decenni. Altro che videogiochi: qui siamo proprio in modalità “avventura ad alto rischio”.
L’isola è avvolta da un’aura di mistero quasi inquietante, come quei posti che tutti sanno esistere ma che nessuno dovrebbe mai avvicinare. Naturalmente Willis, da bravo protagonista curioso (e un po’ temerario, diciamolo), fa esattamente l’unica cosa che non si dovrebbe fare: entra.
Ed è lì che succede l’imprevedibile. Tra circuiti silenziosi e polvere del tempo, riesce a riattivare Nathan618, un robot che non ha nulla di “freddo” nel modo in cui entra nella storia. Anzi, tra i due nasce un legame sorprendente, una sorta di amicizia che non dovrebbe funzionare… e invece funziona eccome.
Perché a volte le regole dell’amicizia non passano dal sangue o dalla carne, ma dalla fiducia, dalla curiosità reciproca e da quel piccolo, incosciente “mi fido di te” che cambia tutto.
Certo, non è tutto così poetico e tranquillo. Perché quando c’è un segreto grande, c’è sempre qualcuno che fiuta l’occasione. E infatti attorno all’isola iniziano a muoversi adulti tutt’altro che affidabili, pronti a mettere le mani su ciò che non comprendono.
E qui il romanzo diventa una vera corsa tra inganni, minacce e scelte difficili, dove Willis scopre che il coraggio non è una qualità da supereroi, ma una serie di decisioni prese con le gambe che tremano ma si muovono lo stesso.
Uno degli aspetti più interessanti della storia è proprio questo continuo ribaltamento di prospettiva: i robot, che dovrebbero essere “solo macchine”, finiscono per mostrare qualcosa che assomiglia molto a emozioni, mentre gli esseri umani, che dovrebbero essere “più evoluti”, a volte si comportano nel modo più egoista e prevedibile possibile.
Insomma, una piccola lezione elegante e un po’ ironica: non tutto ciò che è umano è automaticamente giusto, e non tutto ciò che è artificiale è privo di valore.
Il romanzo di Cary Fagan, pubblicato da Einaudi Ragazzi, si rivolge a lettori dai 10 anni in su e lo fa con un ritmo avventuroso, ma anche con una certa intelligenza narrativa che invita a fermarsi a pensare.
Sotto la superficie dell’azione, infatti, emergono temi importanti: l’amicizia come scelta e responsabilità, la diversità come ricchezza e non come ostacolo, e soprattutto il rapporto tra giovani e tecnologia, che non è mai neutrale ma sempre guidato da chi la utilizza.
E alla fine resta una domanda che il libro lascia con discreta furbizia (quasi sorridendo sotto i baffi): siamo davvero sicuri di essere noi a controllare la tecnologia… o a volte siamo noi a farci controllare da lei?
Età: 10+
VOTO: 10
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