ELLIS, Sara Belancini e Aneta Lukianska, EDIZIONI LAPIS
Ellis, albo illustrato di Sara Belancini e Aneta Lukianska pubblicato da Edizioni Lapis è uno di quei libri che iniziano in punta di piedi… e poi ti si siedono direttamente nel cuore.
La storia ci porta tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, quando milioni di persone attraversavano l’oceano verso l’America con poche certezze e tante paure.
Ad aspettarli c’era Ellis Island: non una semplice isola, ma una specie di gigantesca sala d’attesa dei sogni, dove si sperava di poter finalmente ricominciare.
E qui arriva la parte geniale: a raccontare non sono i migranti, ma proprio Ellis Island stessa. Sì, l’isola parla. E diciamolo: dopo aver visto passare milioni di persone, qualche aneddoto interessante ce l’ha eccome.
Con una voce dolce e malinconica, Ellis osserva tutto: i bambini spaesati che stringono la mano dei genitori, gli sguardi pieni di speranza, la paura delle visite mediche, le file interminabili, le lingue che si mescolano come in una gigantesca chat vocale internazionale ante litteram.
Alcuni passano quella famosa porta e iniziano una nuova vita. Altri, invece, vedono i loro sogni fermarsi proprio lì. E il libro riesce a raccontarlo con delicatezza, senza mai perdere umanità.
Le illustrazioni di Aneta Lukianska sono meravigliose: intense, evocative, capaci di raccontare emozioni ancora prima delle parole. Alcune pagine sembrano quasi respirare nostalgia, altre invece accendono una piccola luce di speranza.
Ma Ellis non è “solo” un libro sulla migrazione. È un albo che insegna tantissimo e parla di accoglienza, identità, coraggio, memoria, empatia. Fa capire ai bambini (e ricorda agli adulti) che dietro ogni viaggio ci sono persone vere, non numeri o titoli di giornale.
Leggendolo, viene spontaneo chiedersi:
quanto coraggio serve per lasciare tutto?
Come ci si sente quando non si capisce la lingua di nessuno?
Cosa significa davvero sentirsi accolti?
Il libro permette di affrontare temi storici ed educativi enormi attraverso emozioni semplici e immediate. I bambini non studiano soltanto l’emigrazione: la percepiscono. Entrano dentro l’attesa, la paura, la speranza di chi partiva senza sapere se sarebbe riuscito a ricominciare davvero.
In un mondo dove spesso si giudica troppo in fretta chi arriva da lontano, Ellis ci ricorda una cosa fondamentale: quasi tutti, in fondo, veniamo da una storia di partenze, sogni e valigie troppo piene.
E forse è proprio questo il messaggio più bello del libro: imparare a guardare gli altri non come stranieri, ma come persone che stanno cercando, esattamente come tutti noi, un posto nel mondo.
Età: 6+
VOTO: 10
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