LOTTE PELOMATTO, Lena Frölander-Ulf, IPERBOREA
Lotte non è una marmotta come le altre. È vivace, testarda, curiosa, un po’ impulsiva — e forse anche un po’ egoista, ma sempre sincera e leale. Vive in una grande colonia di marmotte, nascosta tra le pietre ai margini della foresta. La loro vita, però, non è libera: da generazioni sono costrette a obbedire alle vipere, un popolo temuto e potente, guidato dal generale Codanera, che regna con durezza e paura.
Lotte viene presto a sapere che le vipere hanno sempre tenuto nascosto un segreto: un tempo le marmotte erano libere, coraggiose, e tra tutti gli animali regnava la pace. Da quel momento Lotte non riesce più a vivere come prima. Dentro di lei nasce una domanda che non la lascia in pace: “E se potessimo cambiare le cose?” Comincia così un’avventura che profuma di libertà e di coraggio, una storia in cui le differenze si trasformano in ponti e l’amicizia diventa una piccola rivoluzione.
Lotte Pelomatto è uno di quei libri che riescono a far convivere il sorriso con il pensiero. Mentre leggiamo, ci ritroviamo a ridere delle sue trovate impulsive, delle sue fughe rocambolesche e delle chiacchiere con Pigno — ma, nello stesso tempo, dentro di noi si accende qualcosa.
Dietro la leggerezza della storia si nasconde infatti una riflessione profonda: chi comanda, e perché? Chi decide che un popolo debba restare sotto il potere di un altro? E fino a che punto possiamo accettare le regole, se dentro di noi sentiamo che sono ingiuste?
Lena Frölander-Ulf costruisce un piccolo mondo animale che è, in realtà, uno specchio del nostro. Le vipere rappresentano la paura e il controllo, le marmotte la rassegnazione e il desiderio di sicurezza. Lotte, con la sua voce dissonante, è quella piccola scintilla che mette tutto in discussione. Lei non sopporta le risposte già pronte, non riesce a restare zitta quando vede un’ingiustizia. Ma non si ribella per vanità o per rabbia: lo fa perché vuole capire.
Ed è proprio qui che la storia diventa moderna e umana. La ribellione di Lotte non è solo un atto di sfida, è un gesto di conoscenza. Vuole sapere perché le cose stanno così, e se possono cambiare. È la curiosità — non la violenza — la sua forza più grande.
E poi c’è un messaggio ancora più delicato, che attraversa il libro come un filo invisibile: la gentilezza come forma di coraggio.
In un mondo dominato dalla paura e dalla forza, Lotte e Zigzag scelgono un’altra strada. Si parlano, si ascoltano, imparano a fidarsi l’uno dell’altra anche se la natura direbbe che dovrebbero essere nemici. È un gesto semplice, ma rivoluzionario. Perché costruire un ponte dove tutti hanno scavato un fossato richiede un coraggio che pochi hanno.
Età: 8+
VOTO: 10
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